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Rassegna stampa [ARCHIVIO ANNI PRECEDENTI]

(IL MANIFESTO)
Imputazioni farneticanti

16/11/2002

Giacomo Mancini, nipote dell’anziano e omonimo leader socialista, è avvocato e deputato diessino. Ci tiene a marcare le distanze tra la sua posizione “riformista” e quella dei no global. A maggior ragione si indigna per gli arresti dell’altra notte. - Ha letto l’ordinanza che dispone la custodia cautelare? No, però ho letto il decreto che disponeva le perquisizioni, ed è estremamente inquietante. I reati ipotizzati sono una farneticazione. Quel che si imputa ai giovani no global è semplicemente l’aver manifestato il loro pensiero. Io quel pensiero non lo condivido, ma in uno stato di diritto l’espressione del proprio pensiero deve essere garantita. - Come valuta l’operato della procura di Cosenza? Negli ultimi 15 anni ci sono stati 15 omicidi. Non è stato imbastito neppure un procedimento. In generale, le procure calabresi non hanno mai brillato per la loro attività: le coste calabresi sono state devastate senza che la magistratura abbia detto niente. C’era stato un certo risveglio ai tempi dell’antimafia, ma anche lì con risultati negativi: l’unico colpito è stato mio nonno, Giacomo Mancini, poi uscito dalla vicenda del tutto scagionato. In questa cornice, l’iniziativa contro i no global suona ancora più strana. - Conosce gli arrestati? Ne conosco alcuni e vedendo i loro nomi e le relative accuse mi verrebbe da sorridere. Non sono sicuro che siano in grado di appiccare un falò, figurarasi di cospirare per sovvertire l’ordine. La verità è che sono ragazzi con simpatie per la sinistra radicale, ma nulla di più. - Alcuni decenni fa c’erano già state perquisizioni a Cosenza. Trova che ci siano somiglianze tra il clima attuale e quello di allora? Allora, per ordine del generale Dalla Chiesa, arrivarono con i carri armati per perquisire l’università. A mio parere stavolta, il fatto è ancora più grave, perché non c’è più il clima di tensione di allora. Al contrario, c’è appena stata na manifestazione come quella di Firenze, svoltasi in pace e concordia. Certo, episodi come questi arresti rischiano adesso di esasperare il clima e farlo diventare esplosivo. E forse è proprio questo che si vuole. - Lei è deputato della Quercia. Quale crede che debba essere la reazione del suo partito e dell’Ulivo a questi arresti? Stando alle prime dichiarazioni, mi sembra che la reazione sia quella giusta: confermare la differenziazione rispetto alle posizioni politiche degli arrestati, ma tutelare la libera espressione del pensiero. Invece stiamo tornando alla caccia alle streghe. Andrea Colombo
 


 
 
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