Biografia
Attività parlamentare
Dichiarazioni
Agenda
Rassegna stampa
Galleria fotografica
Manifesti
Scrivimi

 
Area riservata



Rassegna stampa [ARCHIVIO ANNI PRECEDENTI]

(IL GIORNALE)
Il grave errore della Quercia

6/5/2002

E’ scomodo come il nonno. Anche se è molto più giovane del suo illustre parente. Giacomo Mancini, nipote del più famoso Giacomo, rischia di diventare una spina nel fianco per il gruppo dirigente diessino. Critiche garbate nella forma ma dure, molto dure, nella sostanza, come nel caso dei G8. “Una prova della poca chiarezza che regna nel gruppo dirigente della Quercia” taglia corto Mancini. “Un conto sono le manifestazioni pacifiche, un altro Agnoletto e Casarini”. -Perché, quali colpe hanno i due organizzatori del Global Forum? “Hanno voluto creare un clima di tensione. Hanno voluto il morto e l’hanno ottenuto. In questo modo hanno fatto del Genoa Social forum un soggetto politico. Ma quello che è peggio è che hanno strumentalizzato i manifestanti pacifici. Non hanno avvertito quei ragazzi che sono andati a Genova, spendendo magari tutti i loro soldi, che ci potevano essere scontri anche violenti”. - Agnoletto e Casarini hanno un grande seguito. Sono dei leader. “Presunti leader. Presunti leader perché hanno ingannato i giovani. Evidentemente pensano solo a interessi personali. Magari la prossima volta verranno anche eletti in Parlamento”. - Nei giorni scorsi il gsf ha lanciato l’allrame di presunti desaparecidos dopo i cortei a Genova. “Forse sarebbe utile un’indagine conoscitiva sui fatti accaduti. Ma l’Italia di oggi non è il Cile di Pinochet. Penso di vivere in un Paese democratico dove c’è una maggioranza che governa e un’opposizione che dovrebbe fare opposizione molto ferma”. - Insomma, un’opposizione che non fa l’opposizione. Come dimostra il caso del G8. “Non dico questo. Sottolineo soltanto che i Ds hanno assunto una posizione sbagliata, ambigua, di difficile comprensione soprattutto dall’opinione pubblica. Io non credo ai sondaggi ma sono sicuro che i cittadini non hanno capito bene quello che i diessini volessero. Il governo di centro sinistra prima ha organizzato il G8 e poi, dopo le elezioni, si è scoperto contrario. E non tanto come sostenitori delle posizioni antiglobalizzazione, ma come una sinistra che scende in piazza per seguire la politica di Bertinotti e di Agnoletto. Io credo in un partito socialista e democratico”. - Cosa avrebbero dovuto fare? “Concordare una posizione comune con Jospin e con Blair. Invece hanno preferito le manifestazioni di piazza”. - E ora vogliono le dimissioni del ministro Scajola. “Il ministro ha sicuramente delle responsabilità. Perché tacere, invece, su quelle del capo della polizia De Gennaro? Forse perché ha fatto carriera anche grazie alla sinistra”. - Come vede il futuro dei Ds? “Dopo il congresso ci sarà chiarezza e, forse, un grande partito socialista modello europeo”. Maria Antonietta Spadorcia
 


 
 
  © Copyright - Tutti i diritti riservati