Fumata bianca (almeno per il momento) per la riforma dell’esame forense. Approvati in commissione Giustizia alla Camera tutti gli emendamenti presentati dal relatore al Ddl di conversione del decreto legge 112/2003, Luigi Vitali. Ha ricevuto il sì della commissione anche un emendamento presentato da diessini, Giacomo Mancini, che fa salvi i diritti acquisiti dai praticanti prima della pubblicazione, il 22 maggio, nella “Gazzetta Ufficiale” del Dl 112. questo significa che gli aspiranti avvocati che prima di quella data avevano presentato la domanda di ammissione all’esame di Stato (il prossimo è in programma per dicembre) potranno svolgerlo secondo il previgente regolamento e, dunque, nella sede in cui abbiano svolto l’ultimo semestre di pratica. Non si applica nei loro confronti, perciò, il principio della pratica “prevalente” introdotto dalla nuova disciplina. Per il resto, come detto, la commissione ha approvato gli emendamenti proposti dal relatore Vitali (si veda “Il Sole 24 Ore” del 18 giugno”). La novità principale riguarda l’attuazione di una commissione nazionale unica, con sottocommissioni distribuite a livello locale (una ogni 300 candidati). Soluzione che dovrebbe consentire ai candidati di sostenere l’esame scritto e orale nella sede “territorialmente” competente. Fermo restando l’affidamento, per sorteggio, alla sottocommissione di un diverso distretto della correzione degli elaborati. Il via libera in commissione è arrivato in tarda serata, a causa della lunga seduta per l’approvazione del Lodo Maccanico. Alla riunione ha partecipato anche il ministro della Giustizia, Roberto Castelli. “Sono soddisfatto dell’accordo raggiunto – ha commentato Vitali – anche perché in questi giorni si erano profilate differenti posizioni anche da parte di esponenti della maggioranza. Ora vedremo cosa accadrà in Aula”. Intanto, oggi, il testo del Ddl passerà al vaglio delle commissioni consultive della Camera, in attesa del voto finale di Montecitorio atteso per lunedì, 23 giugno.
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