Il segretario distrettuale di Unicost, Domenico Fiordalisi, propone la creazione di una commissione ristretta che si occupi materialmente di rilasciare a tutti i livelli, il progetto di istituzione di una sezione staccata della corte di Appello a Cosenza. L’idea piace anche al Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati, Antonio Baffa. Nel dibattito, interviene pure l’on. Giacomo Mancini, che ha recentemente formulato una proposta di legge in tema di Corte di Appello. “La corte di appello di Catanzaro – afferma l’on. Mancini - è oberata da lavori di non indifferente rilievo: confluiscono difatti presso l'ufficio del capoluogo gli affari giudiziari provenienti dai tribunali di quattro province (Cosenza, Crotone, Vibo Valentia nonché la stessa Catanzaro), da altri tre tribunali che operano nel territorio della sola provincia di Cosenza (Castrovillari, Paola, Rossano), e dal tribunale di Lametia Terme, complessivamente da ben otto tribunali, quando invece, istituendo un raffronto esemplificativo, l'altra corte d'appello che opera sul territorio calabrese (Reggio Calabria) raccoglie ricorsi provenienti da tre soli tribunali. Ancora, dei ricorsi presentati presso la corte d'appello di Catanzaro, una cospicua parte proviene proprio dai suddetti tribunali della provincia cosentina. Ciò è diretta conseguenza di alcuni dati caratterizzanti e la geografia del territorio e le problematiche sociali. Sollecitando l'approvazione della proposta di legge che ho avanzato – aggiunge il deputato - non possono tralasciarsi i motivi del generale appesantimento dei lavori della corte d'appello di Catanzaro, motivi che poi sono riscontrabili nell'intero panorama delle corti d'appello del territorio nazionale. L’introduzione della figura del giudice unico di primo grado in materia penale, civile, di lavoro, di previdenza e assistenza obbligatorie, ha comportato per le corti d'appello l'accrescimento esponenziale delle proprie competenze: il consistente arretrato e l'aumento dei tempi di definizione dei processi sono dovuti in gran parte proprio all'introduzione di tale normativa, che manca della fondamentale previsione, al pari, di mutamento del complessivo disegno strutturale delle corti stesse. Nel caso di specie, il settore penale, accresciuto a causa probabilmente dello svolgimento dei giudizi di primo grado in via monocratica, anziché collegiale, come è stato già sottolineato, assorbe gran parte dei lavori dell'ufficio giudiziario di Catanzaro; il settore civile registra particolari incrementi nei rami del lavoro e della previdenza, a causa dell'attribuzione delle nuove competenze in materia di pubblico impiego, per il numero cospicuo dei ricorsi provenienti proprio dai tribunali di Cosenza, Paola e Rossano. Riferibile ancora alla suddetta riforma è la istituzione della sede del tribunale per i minorenni nel capoluogo del distretto, con conseguente minore accessibilità del servizio, in contrasto con l'esigenza che il giudice tutelare resti un organo decentrato: la creazione di una sezione distaccata della corte d'appello e di una sezione distaccata della corte d'assise d'appello di Catanzaro in Cosenza deve comportare, al pari, dati i gravi problemi di disagio minorile che la provincia di Cosenza rivela, anche l'apertura di una sezione distaccata del tribunale per i minorenni. Inoltre, la legge 24 marzo 2001, n. 89, ha implementato i compiti spettanti alle corti d'appello: i cittadini in caso di violazione del termine ragionevole del processo, prima di rivolgersi alla Corte europea dei diritti d'uomo, devono presentare domanda di equa riparazione proprio dinanzi alle corti d'appello che dovrebbero pronunciare un decreto entro quattro mesi dal deposito del ricorso. La problematica dell'eccessiva durata dei procedimenti, si riferisce alla generale questione della inefficienza della giurisdizione, che come più volte si è avuto modo di evidenziare, interessa, in modo particolare, determinate sedi disagiate. Ed è proprio la medesima problematica che fa prospettare come indifferibile anche la istituzione di una sezione distaccata del tribunale amministrativo regionale in Cosenza: suddetta corte rivela un arretrato oneroso di ricorsi in attesa di giudizio. Prendendo atto di una palpabile esigenza di giustizia da parte dei cittadini e di un'inadeguata risposta dello Stato, il miglioramento può e deve avvenire, e la presente proposta di legge costituisce uno degli strumenti affinché tale obiettivo possa essere di fatto realizzato”.
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