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Rassegna stampa [ARCHIVIO ANNI PRECEDENTI]

(LA PROVINCIA COSENTINA)
NON C'E' FUTURO SENZA IL PSE

4/6/2004

I socialisti di lignaggio manciniano rinserrano i ranghi e acquartierano le truppe. «Vogliono distruggerci», è la nota di fondo suonata ieri mattina al Royal hotel sul tavolo della presentazione delle candidature Pse-Lista Mancini. «Siamo entrati in un periodo che non riusciamo a capire», confessa Ortensio Longo in apertura della conferenza che ieri ha egli stesso coordinato. La campagna elettorale del centrosinistra prosegue com'è cominciata, sull'imbarazzo di uno scisma che neppure la posta in gioco riesce a controllare. Come dire: prima la spacca, poi la va. Eppoi la spacca ancora. «Se i professionisti della distruzione usciranno sconfitti dalle urne, dovranno abbandonare le stanze del Comune e tornare a casa»: questa la clausola apposta da Giacomo Junior sul patto dissociativo messo in uso a Palazzo dei Bruzi dai suoi amministratori. «Questa amministrazione comunale segna la fine del modello Mancini - lo dice Luciano Sergio Crea e continua - questa amministrazione ha mortificato tutte le professionalità indicate da Mancini per dare continuità al suo progetto». Dall'osservatorio dell'ex vicesindaco, il Modello Cosenza è cosa apprezzata anche dai cittadini più scettici. E davvero non è difficile sentir dire ad un cosentino qualunque, il primo che si voglia interrogare, che Giacomo Mancini in realtà «qualcosa l'ha fatta». Quando il parere è invece del tutto a favore, il mantra è sempre quello: «Mancini ha dato un volto a questa città». All'incontro la parola passa a Vincenzo Adamo - l'altro - il penalista: ieri mattina il secondo - in ordine temporale - a rimarcare il concetto: «I validi collaboratori di Mancini oggi sono stati revocati alla faccia della democrazia». Otto giorni ancora di campagna elettorale fanno il guado tra gli argini della verità: che scorre inafferrabile sotto le architetture della politica locale. Una sponda riflette il passato. L'altra il futuro, che i manciniani vogliono come proprio. «Il Modello Cosenza dobbiamo applicarlo alla Provincia - scommette Pietro Petrozza, e aggiunge - diamo una lezione ai signori della distruzione». Al banco dei candidati c'era ieri mattina anche Antonio Ruffolo. In sala tutto il resto dei trentasei della lista.
 


 
 
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