Il sindaco Eva Catizone ha silurato ieri l’ingegnere capo Luigi Zinno. Si tratta dell’ultimo di una serie di provvedimenti che hanno riguardato l’alta burocrazia di Palazzo dei Bruzi. Al posto di Zinno è stato nominato Tullio Corbo, 44 anni, attualmente vice questore aggiunto alla direzione generale del Corpo Forestale dello Stato a roma. A Luigi Zinno è stato affidato l’incarico di “coordinamento e promozione di strategie d’intervento sul territorio per l’attuazione del piano generale del traffico”. Le sostituzioni dei vertici dirigenziali del Comune hanno riguardato prevalentemente dipendenti vicini al Pse e al giovane deputato Giacomo Mancini. Inevitabile l’accusa al sindaco di avere messo in atto una vera e propria operazione di epurazione ai danni dei manciniani. La rimozione di Zinno e la nomina di Corbo sono state ufficializzate in un comunicato diramato ieri pomeriggio. La decisione, spiega il comunicato “che fa seguito a quelle analoghe dei giorni scorsi relative alla rotazione degli incarichi dirigenziali, è stata adottata in considerazione degli impegnativi appuntamenti che attendono la città e che riguardano soprattutto l’attuazione di programmi importanti quali il programma di sviluppo urbano Psu, il programma di recupero urbano Pru, il progetto integrato territoriale Pit. Alla vigilia dell’attuazione di progetti dai quali ci si attende un ulteriore salto di qualità strutturale, economica e sociale per Cosenza, il livello di competenza dell’ingegnere Corbo – prosegue la nota – viene ritenuto indispensabile dall’amministrazione comunale per gestire con la dovuta qualificazione e trasparenza la fase che si sta aprendo nel settore dei lavori pubblici. Viene inoltre così promosso – si legge ancora nella nota di Palazzo Dei Bruzi – un percorso inverso a quello della tristemente nota come fuga di cervelli dalla nostra regione e, in genere, dal Sud”. La rimozione di Zinno ha acuito lo scontro in corso ormai da diverse settimane tra il sindaco Eva Catizone e i manciniani del Pse. Estremamente duro il commento dell’on. Giacomo Mancini: “La revoca dell' ing. Zinno, colpevole di non essersi piegato alle logiche di parte e di essere rimasto legato con coerenza al progetto di sviluppo della citta' iniziato da Giacomo Mancini, e' una decisione che mortifica tutti i cosentini. Egli infatti, con grande professionalita' ha collaborato al successo del Modello Cosenza elaborando i progetti piu' importanti degli ultimi anni e poi, dal 2001, come ingegnere capo del comune voluto espressamente da Giacomo Mancini , ha operato con grande dinamismo realizzando le piu' importanti opere pubbliche di Cosenza che rappresentano un punto di riferimento per tante amministrazioni calabresi e meridionali. La nostra citta' non ha bisogno – denuncia Mancini - di amministratori arroganti che pongono in essere decisioni isteriche, ma, al contrario, reclama amministratori saggi, responsabili, misurati e credibili che lavorino unicamente nell' interesse dell' avanzamento di tutta la collettività. Questo ennesimo e becero oltraggio al modello Cosenza sara' l' ultimo. I professionisti della distruzione hanno le ore contate. Sono convinto che i cittadini cosentini, con il loro voto, li allontaneranno dalle stanze del Comune, all' interno delle quali deve tornare la concordia, il rispetto reciproco, la valorizzazione di quelle professionalita' che con il loro lavoro hanno consentito a Cosenza di diventare una citta' piu' bella e piu' libera''.
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