Giacomo Mancini, deputato socialista, non nasconde il proprio disagio. La situazione nazionale dell’ordine pubblico l’inquieta. Il quadro della sicurezza è drammatico – dice il parlamentare – e rappresenta la cifra più eclatante del fallimento del governo della destra. Ci sono rapine, violenze, episodi criminali registrati quotidianamente: a questo stato di cose si somma l’assenza di una vera e propria politica sull’immigrazione. Tutte le risposte date dal Governo appaiono insufficienti e inadeguate. La situazione è preoccupante – afferma l’on. Mancini – sia per quanto riguarda i piccoli centri di provincia che le grandi aree metropolitane. Nel Mezzogiorno tutto è ancora più drammatico per via della grave crisi economica che attanaglia le famiglie deluse nel 2001 dalle false promesse fatte dall’attuale maggioranza”. Per il deputato socialista il ruolo degli enti locali in un contesto tanto complesso, è determinante. “Gli enti locali sono le istituzioni in prima fila e quindi vengono considerati dai cittadini delusi i soli interlocutori. Il problema, però, è che la disponibilità economica rispetto al passato s’è notevolmente ridotta. Pur tuttavia – aggiunge il parlamentare – gli amministratori locali hanno il dovere di porre in essere comportamenti esemplari perché la comunità li percepisca come guide autorevoli e credibili”. Giacomo Mancini sembra aver molto apprezzato l’indicazione data dal segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino, agli amministratori pubblici. Il leader della Quercia ha invitato a mantenere società nei comportamenti e moralità nelle scelte per sconfiggere trasformismi e ribaltoni. Ma torniamo alla situazione locale. “il quadro cosentino – afferma l’on. Mancini – è in linea con il panorama nazionale. Ci sono rapine, violenze, esiste insomma un problema impellente di ordine pubblico. Io ritengo che gli amministratori locali debbano lavorare per rappresentare una guida credibile e autorevole rispetto alla comunità. Quando, invece, vengono percepiti come persone che premiano l’appartenenza e il familismo, che alimentano le clientele a discapito dei meriti veri contro i bisogni reali, accade che scatta una sorta di disaffezione rispetto alla politica. Una disaffezione che si traduce da una parte in un voto di indignazione e, dall’altra, soprattutto rispetto ai ceti più a rischio che vivono nell’indigenza, in comportamenti negativi che vanno debellati. Vanno debellati così come va debellata l’amministrazione di nicchie di potere e grumi di interessi personali. Nicchie e grumi che danneggiano l’interesse più generale della comunità.
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